Sanità Sindacale 

Infiltrazione in Patologia Neonatale, controsoffitto giù e reparto riorganizzato: il Gaslini spiega, la Uil Fp accusa, la politica incalza

L’ospedale chiarisce che nella notte tra il 27 e il 28 gennaio una temporanea infiltrazione d’acqua ha causato la caduta localizzata di pannelli del controsoffitto in Patologia Neonatale, senza conseguenze per pazienti e operatori e con attività subito riorganizzata. La Uil Funzione Pubblica parla però di criticità strutturali “segnalate da tempo” e chiede interventi urgenti

Un episodio circoscritto, ma che ha riaperto una discussione enorme: che cosa significa sicurezza in un grande ospedale storico mentre è attraversato da lavori e riorganizzazioni, e quanto tempo può passare tra le segnalazioni e la soluzione dei problemi. Al centro c’è quanto accaduto nella notte tra il 27 e il 28 gennaio in Patologia Neonatale, dove si è verificata una infiltrazione d’acqua che ha provocato la caduta localizzata di alcuni pannelli del controsoffitto, e attorno a quell’evento si sono innestate due letture opposte: quella della direzione ospedaliera, che parla di episodio accidentale risolto in tempi rapidi, e quella sindacale e politica, che lo considera il sintomo di una fragilità più ampia.

La versione fornita dall’ospedale descrive un evento legato al maltempo. Le precipitazioni particolarmente intense avrebbero generato una temporanea infiltrazione in un’area del reparto, e i controlli tecnici immediati avrebbero confermato che i sistemi di scarico funzionavano correttamente. La causa, secondo questa ricostruzione, sarebbe stata un’ostruzione accidentale: un sacchetto di tessuto accumulatosi durante la pioggia, rimosso rapidamente. L’infiltrazione avrebbe quindi determinato esclusivamente la caduta di alcuni pannelli di cartone del controsoffitto, senza conseguenze per pazienti e operatori.

A scopo precauzionale, viene aggiunto, una porzione limitata dell’area è stata temporaneamente resa inagibile, mentre l’attività assistenziale è stata riorganizzata subito, garantendo continuità delle cure e piena sicurezza. La direzione richiama anche il contesto strutturale: il Gaslini è una struttura degli anni Trenta e in questa fase è interessato da importanti interventi di ricostruzione, restauro e ammodernamento, finalizzati a migliorare gli standard di sicurezza e assistenza, ribadendo che la tutela di pazienti e lavoratori resta la priorità.

A questa lettura si contrappone quella della Uil Funzione Pubblica del Gaslini, che parla di “grave inadeguatezza” sul piano della sicurezza interna e utilizza l’episodio come conferma di criticità già segnalate e non ancora risolte. La segreteria aziendale del sindacato sostiene di aver richiamato da tempo diverse problematiche che metterebbero a rischio incolumità di lavoratori e utenti e cita, tra le situazioni più preoccupanti, il padiglione 12 – ricordato come già interessato da precedenti crolli – i frequenti malfunzionamenti degli ascensori e il cosiddetto corridoio rosa di collegamento tra padiglione 12 e altri padiglioni. La richiesta è diretta: un intervento immediato e un piano urgente e concreto, perché, sostiene la Uil, non si può continuare ad aspettare quando si parla di luoghi di cura e lavoro.

Sul piano politico interviene la vicecapogruppo del Partito Democratico in Regione Katia Piccardo, che collega le denunce sindacali a un percorso di richieste già portate in Consiglio regionale, in particolare nella Commissione Salute, dove, afferma, sono state chieste audizioni e approfondimenti sulla sicurezza nei pronto soccorso e nei reparti. Nella sua valutazione è «disarmante» constatare che non venga garantito nemmeno il minimo indispensabile per permettere al personale sanitario di lavorare in serenità e ai pazienti di essere curati in luoghi sicuri, e definisce «sconcertante» che, nonostante segnalazioni e richiami, il problema venga ancora sottovalutato. Katia Piccardo chiede interventi immediati e un piano strutturale serio, ribadendo che gli ospedali non possono essere trattati come cantieri qualsiasi perché sono spazi di cura e di tutela, e richiama anche il tema del carico di stress e burnout per gli operatori, che in un contesto già usurante avrebbero diritto a condizioni di lavoro sicure.


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